Napoli, crogiolo nel
tempo di popoli, culture, miti e tradizioni, dove il
miracolo di S.Gennaro ama ripetersi con quasi assoluta
regolaritą, ci offre un altra delle sue chicche.
Chi visiti la Cappella San Severo con la convinzione di
entrare in un luogo di culto tradizionale potrebbe
doversi ricredere (*)
Riscoperta da poco tempo dopo un lungo
inverno di oblio forse voluto, la Cappella torna a
ricordare le opere del suo trasmutatore, uomo erudito e
esperto alchimista : il Principe
di San Severo.
Essa stessa é il concentrato e il messaggio criptico
della profonda trasmutazione realizzata da Raimondo di
Sangro prima su se stesso, poi sulla materia e infine
sull'energia.
Le statue realizzate o fatte realizzare da Raimondo sono
stupefacenti per armonia e fattura e alcune di esse, tra
cui quella del Cristo morente, suggeriscono l'idea che
lo scultore (Giuseppe Sammartino) non abbia
utilizzato scalpelli per modellare il velo e la sua
eccezionale trasparenza ma prodotti o procedimenti
chimici in grado di rendere duttile la
materia.
Disposte secondo una tematica alquanto complessa
suggeriscono intimamente al visitatore inesperto ma
attento un percorso iniziatico di profonda e superiore
conoscenza che affonda le sue radici in un tempo molto
lontano.
Non finiscono qui le mirabilie.
Spesso con riluttanza vengono
ricordate le due macchine anatomiche
collocate a suo tempo in un locale dell'abitazione
del Principe. Perfetta riproduzione a grandezza naturale
del sistema arterioso e venoso dei corpi umani maschile
e femminile ricostruita su due scheletri veri.
Hanno dato adito a polemiche e ipotesi non totalmente
sopite che imputarono al Di Sangro di aver fatto
sopprimere due servitori per metallizzare poi loro
corpi e mettere a nudo i loro sistemi circolatori e gli
organi interni. Quale poi lo scopo?
I raggi infrarossi hanno svelato la veritą.
Ma c'é ancora dell'altro
ben altri sono i segreti del Principe
e non ci riferiamo al tesoro del caveo, "al
quipu" modificato per costruire un alfabeto segreto
o alla arcinota pietra filosofale per trasmutare il
piombo in oro.
E neppure alle apparizioni dal nulla anche in epoca
recente di biglietti autografi scritti col sangue per
ottenere la sua "riabilitazione", ma agli
esperimenti che egli condusse in laboratorio con
materiale sulfureo, mercurio e acido citrico che lo
portarono in successivi processi alchemici alla
distillazione di un'acqua molto simile all'"acqua
pesante" e tanto radioattiva da
portarlo alla morte, come da lui affermato, per
intossicazione (o contaminazione?).
(*)NOTA:La Cappella
Sansevero venne fondata come sacello sepolcrale della
famiglia da Giovanni Francesco Sangro (1590), quindi
rinnovata dal figlio Alessandro (1608-13) ed infine
decorata da Raimondo.
Bibliografia
C. Miccinelli - Il principe di San Severo - Ed: E.C.I.G
C. Miccinelli - Il tesoro del Principe di Sansevero -
Ed: E.C.I.G.
HIRAM e LM -organi ufficiali del GOI
U. Cordier -Guida ai luoghi misteriosi di Italia - Ed:PIEMME
P. Giovetti - l'Italia dell'insolito e del mistero - Ed:
Medterranee
(segue)
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