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ritratto del Conte di S.Germano

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Il Conte di San Germano
Il conte di San Germano, di celebre memoria, chiude, per noi il secolo XVIII. Egli ha lasciato dietro di sé una vera leggenda.

Si chiamava Aymar, ma fu conosciuto sotto il nome di marchese di Betmar. La sua origine è misteriosa: chi lo vuole ebreo portoghese, chi bastardo del re di Portogallo Eliphas Lévi ci fornisce qualche notizia su quest'illuminato: "Nato a Lentmeritz, in Boemia, alla fine del secolo XVIII, era figlio naturale o adottivo d'un ermetista che si faceva chiamare Comes Cabalisticus e che fu messo in ridicolo, sotto il nome di Conte di Gabalis dallo sventurato abate di Villars... Alcuni autori di memorie sull'illuminismo sembrano insinuare che fu precipitato nei trabocchetti del castello di Ruel; ma, al contrario, Madama di Genlis lo fa morire nel ducato di Holstein presso il principe d'Assia-Cassel, a Schleswig, nel 1784 Altri dicono nel 1795.

Fu iniziato in Germania da Schroepfer e fece la sua apparizione in Francia nel 1770

Alcuni lo tennero in conto di formidabile mago, altri d'abile ciarlatano. Era misterioso e sarcastico, grave e faceto; i suoi ricordi evocavano secoli trascorsi. [Diceva che possedeva tutti i segreti e pretendeva d'aver conservato le rimembranze d'una infinità di esistenze anteriori; parlava spesso di Carlo V, di Francesco I e perfino di Gesù Cristo, come se li avesse conosciuti e fosse vissuto in intimità con loro. La sua complessa personalità ambiva affettare il proprio sapere e potere nelle diverse eleganze e nei più raffinati godimenti. Ammesso all'intimità di Luigi XV e di Madama di Pompadour, si spacciava per milionario, disponendo dei mezzi inesauribili fornitigli dalla pietra filosofale, e per eterno giovine, possedendo l'elisir di lunga vita. Egli, come più in qua Cagliostro e Cazotte, passò sulla scena del mondo come un enigma vivente. "È un adepto?" - si domandava la folla, mentre irritata ma affascinata indagava sul conte di San Germano. L'eroe sorrideva, impenetrabile, indifferente. Un bel giorno disparve, senza che alcuno sapesse che ne fosse avvenuto; ma dietro di lui rimase una scia, alla quale si dissetarono le anime inquiete.

(tratto da "Storia dell'alchimia - 3a parte " http://www.armatadimiriam.it


 

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